lunedì 28 luglio 2014

BANCHE: come opporsi ad un Decreto Ingiuntivo per lo scoperto di un c/corrente.

Recentissima Sentenza di Cassazione la n. 14887/14 del 01 luglio 2014 sancisce a carico delle Banche che attivano un Decreto Ingiuntivo, la prova dell'avvenuta consegna degli estratti conto da parte dei loro clienti.

Gli Istituti di Credito, ormai come tutti sappiamo, inviano le comunicazioni ai loro clienti utilizzando la semplice posta ordinaria e non hanno nessuna certezza, ne tanto meno possono dimostrare l'avvenuta ricezione della posta da parte dei clienti. Intanto però, rimane fermo il termine di 60 giorni per impugnare o contestare in caso di errori gli estratti conti e/o i documenti di Sintesi che periodicamente sono tenuti a portare a conoscenza a tutti i loro clienti.
Vediamo adesso, come ci si può difendere nel caso in cui ci viene notificato un Decreto Ingiuntivo per la scopertura di un conto corrente:
Ricevuto la notifica di un Decreto Ingiuntivo, la prima cosa da fare è proporre opposizione immediatamente davanti al tribunale, sollevando eventuali errori e/o applicazione dei tassi usurari o anatocismo. In sede di opposizione, le Banche a fondamento di quanto dovuto, sono tenuti ad esibire non solo gli estratti conto inviati al cliente ma devono anche dimostrare che questi siano stati consegnati e messi a conoscenza del cliente. Inoltre, poi, per procedere col decreto ingiuntivo a seguito di impugnazione, gli istituti di credito non possono più limitarsi ad esibire il solo saldo conto ma devono integrarlo, con ulteriori elementi, esibendo in Tribunale:
·         il contratto di conto corrente
·         tutti gli estratti conto emessi durante il rapporto con il dettaglio analitico e tutte le movimentazioni debitorie e creditorie intervenute dall'ultimo saldo contabile con le condizione Attive e Passive praticate dalla Banca al cliente.
·         la dimostrazione che, nel corso del rapporto, la banca ha regolarmente inviato tutti gli estratti conto al cliente.
L'aspetto più interessante della citata sentenza infatti, è proprio questo, la banca è tenuta a dimostrare che gli estratti conto siano stati correttamente ricevuti dal cliente.

In definitiva, se il cliente propone opposizione al decreto ingiuntivo la banca deve produrre in causa tutti gli estratti conto e dimostrare che il debitore li abbia ricevuti.

TELECOMUNICAZIONI: RIMBORSO DA oltre 9.500 EURO

Parliamo di un titolare di un'impresa artigiana. Per gestire il ramo commerciale della Sua attività ha bisogno di una rete commerciale.

I costi telefonici hanno quindi grande rilevanza nel budget aziendale.
Il titolare aveva un contratto con un famoso operatore da oltre un decennio e mai vi erano stati problemi finchè lo stesso operatore gli ha proposto un nuovo piano tariffario.

Purtroppo però questo piano apparentemente conveniente non era tale... il titolare si trova con dei documenti contabili emessi in difformità rispetto al piano tariffario, con dei servizi non richiesti ed attivati, con delle SIM mai ricevute e contabilizzate...
A nulla sono servite le numerose contestazioni. Non è stato possibile nemmeno trovare un accordo al primo grado di conciliazione.
In secondo grado il titolare ha finalmente visto riconosciuti i Suoi diritti e l'indennizzo che Le verrà erogato entro 90 giorni  supera i 9.500 euro.


Se avete problemi nell'ambito delle telecomunicazioni potete rivolgervi agli sportelli dedicati della nostra associazione.

TIM - VODAFONE: COME DISABILITARE I SERVIZI A PAGAMENTO

Da lunedì 21 luglio, solo per gli utenti di Tim e Vodafone, sono diventati a pagamento gli sms di notifica chiamata. Tenere il cellulare spento può avere un costo. Sono gli sms per intenderci che vi avvisano quando un numero, che abbiamo cercato di chiamare, è di nuovo raggiungibile o se qualcuno ha provato a telefonare al nostro numero senza riuscirci.

I servizi “Lo Sai” e “Chiama Ora” di Tim costano infatti da lunedi’ 21 luglio 1,90 euro ogni quattro mesi. Per quelli analoghi di Vodafone, “Chiamami” e “Recall”, sono addebitati 6 centesimi solo nei giorni in cui sono stati utilizzati almeno una volta.
Come disabilitare il servizio avviso di chiamata: è possibile disabilitare questi servizi seguendo queste procedure. Con Tim bisogna chiamare il numero gratuito 40920 e seguire la procedura guidata, oppure andare sul sito nell’area clienti. Idem per Vodafone: il numero gratuito è 42593; l’area “fai da te” è accessibile dall’home page del sito. Gli operatori stanno avvisando gli utenti di queste modifiche.


GOVERNO: STOP ALLA NORMA SULL'ANATOCISMO

Buone notizie per i consumatori italiani, e per i consumatori vessati dalle Banche e per buona pace della Banca d'Italia (a favore delle banche e non dei cittadini) . Nel decreto sulla competitività, infatti era stata introdotta la possibilità, per le banche di applicare interessi su interessi, (pratica sino ad oggi illecita e denominata con il temine tecnico "anatocismo".


Le commissioni al Senato hanno provveduto a cancellare il cavillo che avrebbe aperto a nuove vessazioni per i consumatori ed il governo ha dato parere favorevole a un emendamento che cancella “la norma contenuta all’articolo 31 del decreto, sul calcolo degli interessi sugli interessi” (Public Policy).

Particolare la posizione di Banca d'Italia nettamente a favore dell'anatocismo (e del sistema bancario). Il capo del Servizio stabilità finanziaria della Banca d’Italia Giorgio Gobbi in audizione davanti alle commissioni Industria e Ambiente del Senato sul decreto per la competitività delle imprese così s’era espresso: “Qualsiasi paese che non abbia una legislazione islamica accetta la capitalizzazione degli interessi, cioè l’applicazione degli interessi composti, di cui un sistema come il nostro non potrebbe fare a meno. Nessuna economia di mercato può funzionare senza questo meccanismo”.

MUTUI - SENTENZA DEL GIUDICE DI PACE DI DOMODOSSOLA


Con la sentenza n. 88/2014 del Giudice di Pace di Domodossola è stato inserito un tracciato importante alla sentenza di Cassazione di un anno fa' la n. 350/2013. Si rileva l'usura all'atto dei contratti stipulati con le banche tenendo in considerazione la sommatoria del TAN ( tasso annuale nominale) con il Tasso di Mora in caso di pagamento in ritardo. Il superamento dei tassi soglia, come prevede la legge, gli istituti di credito sono obbligati a restituire gli interessi pagati ingiustamente. 
Questo tema è stato sempre al centro di scontri tra Banche e Consumatori, le prime sostengono che le due voci,TAN e Tasso di Mora, non vanno sommate, mentre i consumatori ritengono legittima tale sommatoria. Ora il Giudice piemontese ha dato ragione a quest'ultimi applicando la normativa antiusura prevista dalla legge n. 24 del 2001.
La piena soddisfazione è stata riscontrata da tutti i nostri associati e principalmente da tutte le sedi A.E.C.I. che stanno assistendo migliaia di consumatori in tutta Italia. Lo sportello di Palermo a nome del Presidente Agostino Curiale, ha avviato già tante procedure, molte dei quali risultano ancora in fase di risoluzione. Si è verificato che, in via del tutto occasionale, molti consumatori rivolgendosi presso i nostri uffici per la richiesta di rinegoziare un mutuo o per l'abbassamento rata o ancora per richiedere il fermo rata a causa di sovra-indebitamento, portando in esame alcuni documenti ci siamo accorti che, molti di questi sono gravati da tassi elevati che vanno oltre la soglia legale, pertanto, sono da considerare usurari. Sia all'atto della stipula contrattuale sia anche dai controlli effettuati sui documenti di sintesi trimestrali periodici. A tale proposito, quindi, ci siamo orientati ad evadere le nostre richieste, non più per i semplici motivi per i quali i consumatori ci hanno contattati ma bensì per la richiesta di tutti gli interessi che illegalmente le Banche si sono intascati.

Ritenendo validi i presupposti e riconoscendo ogni giorno le ingiustizie che molti consumatori ignari ricevono, è nostro intento percorrere tutte le strade necessarie per il riconoscimento dei diritti e per il raggiungimento dei nostri obiettivi riguardanti la tutela dei consumatori.

NUOVO CASO DI SUCCESSO : ASSICURAZIONI

La nostra tesserata, dopo essere stata raggirata da un sedicente subagente assicurativo/promotore finanziario non sapeva dove sbattere la testa perché aveva consegnato nelle mani di questa persona apparentemente linda cospicue somme di denaro. Con quei pochi documenti che le erano stati lasciati la signora ha preso coraggio e ha parlato con il nostro staff che in maniera sinergica ha lavorato sul fronte stragiudiziale e legale ottenendo il risarcimento del maltolto. La compagnia assicurativa ha “resistito” ma alla fine tra piccoli vizi formali e dimostrazione dei fatti e dell’evoluzione della vicenda in maniera scientifica hanno permesso di ottenere il 100% di quanto consegnato nelle mani del subagente che proprio non si è comportato professionalmente.


Consigliamo a quanti si possono essersi imbattuti in persone simili di non aver vergogna di farsi aiutare da persone esperte! 

MANCATA MIGRAZIONE DEL TELEFONO: ECCO COSA FARE

L'Autorità Garante per le Telecomunicazioni ha stabilito le tempistiche per l'attivazione dei servizi e per le migrazioni da operatore ad operatore.


L'AGCOM ha dunque stabilito che per una migrazione non possono passare più di 13 giorni dalla sottoscrizione del contratto.

Ovviamente in consumatore, o l'utente, in questo arco temporale, non deve subire disagi.

Nel caso dunque di attese più lunghe o di disservizi dovuti a guasti tecnici e/o similari A.E.C.I. | ASSOCIAZIONE EUROPEA CONSUMATORI INDIPENDENTI è in grado di assistere per risolvere il problema tecnico e, soprattutto, ottenere l'indennizzo per il disagio subito.


Gli sportelli di A.E.C.I. | ASSOCIAZIONE EUROPEA CONSUMATORI INDIPENDENTI, sono pronti ad assistere utenti privati e aziende sia per risolvere eventuali problemi tecnici sia per ottenere i giusti risarcimenti.